Un mercoledi’ da leoni?

Oggi scade l’ultimatum dato dieci giorni fa dalla “Primavera bosniaca” al parlamento del Cantone Una Sana, la sera della drammatica riunione domenical-straordinaria del 9 febbraio, alla fine della quale un recalcitrante premier Lipovaća alla fine aveva dovuto dare le dimissioni.

Oggi in teoria il parlamento dovrebbe nominare un successore, ma siam nel buio piu’ profondo.

Alle dieci era convocato il “kolegiji”, la commissione organizzativa del parlamento. La “Primavera” invece vuole una seduta vera  e propria e che i parlamentari la smettano di menare il can per l’aia, non solo sulla nomina di un premier e di un governo non partitici e competenti, ma anche sugli altri dodici punti emersi dalla protesta.

Ieri hanno anche proposto che si costituisca una commissione di raccordo fra parlamento cantonale e cittadini. Una proposta “pesante”, ovvero molto ambiziosa, concepita con un solido supporto tecnico – giuridico e richiami alla costituzione cantonale (c’e’ un avvocato in squadra), e molto ambiziosa: si chiede che cinque dei sette membri della commissione, compreso il presidente, siano espressi dai cittadini, e che la cosa sia istituzionalizzata nella gazzetta ufficiale.

La barchetta del movimento naviga sui cavalloni di una situazione che definire agitata e’ dir poco. Gia’ pronte le proteste di piazza per domani nel caso (piu’ che probabile) che la giornata parlamentare di oggi sia inconcludente.

Mentre nella capitale cantonale regna la suspense su questa faccenda, a Cazin, l’altra citta’ caposaldo della Krajina, parte oggi pomeriggio il plenum dei cittadini.

Ovvio che ci vado.

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