{"id":62,"date":"2011-04-05T10:44:29","date_gmt":"2011-04-05T10:44:29","guid":{"rendered":"http:\/\/paolalucchesi.com\/?page_id=62"},"modified":"2011-04-05T10:48:56","modified_gmt":"2011-04-05T10:48:56","slug":"storia-gorka","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/paolalucchesi.org\/?page_id=62","title":{"rendered":"Storia gorka"},"content":{"rendered":"<p>Ignorare e&#8217; la violenza piu&#8217; grande. Quando vuoi cancellare qualcuno. Lo ignori.<\/p>\n<p>Siedo nella mia casa sotto la montagna, in Bosnia. Quelli la&#8217;, a Milano, mi ignorano.<\/p>\n<p>Poco fa mi ha chiamato Eno, uno dei nostri agricoltori, un veterano, una carissima persona, un po&#8217; avanti con gli anni ma iperattivo, gentilissimo, entusiasta, pieno di idee. Mi son sentita sprofondare dalla vergogna, pochi giorni fa, sul suo campo in collina: &#8220;Da voi non si riesce a saper niente di certo, ho piantato da solo, quattro dunum di talee mie.&#8221; Due giorni prima ero da Husein, che invece e&#8217; giovane, ma con moglie e figli, ed e&#8217; disoccupato: un altro entusiasta, lui vuole assolutamente fare il biologico fin dall&#8217;inizio, vorrebbe anche cinque dunum, ma visto che sa che ci son tante richieste, si accontenta di tre. Anche lui mi chiede dove ero finita. E decine di altri.<\/p>\n<p>Ho dovuto spiegar a tutti cosa sta accadendo, non e&#8217; piu&#8217; possibile tacere alla gente che siamo a rischio che vada tutto in niente. Ci chiamano continuamente, da un mese, chiedono se ci sara&#8217; questa piantagione primaverile, o no.<\/p>\n<p>Ma a Sarajevo c&#8217;e&#8217; un ambasciatore che si e&#8217; scocciato perche&#8217; un altro ambasciatore l&#8217;ha scocciato, perche&#8217; un suo amico l&#8217;ha tirato per la manica e questo amico ha una moglie che piaceva tanto al capoprogetto della ONG che mi son tirata in casa per far questo lavoro. Questo per assumerla a tutti i costi si e&#8217; comprato il giovanotto presidente della nostra associazione, tutti e due han scatenato una campagna di calunnie contro di me verso Milano, ci ho messo buona parte dell&#8217;estate a far rientrare questo casino. Questo accadeva ormai molti mesi fa. Ma c&#8217;era stato un passaggio di denaro facile che non avrebbe dovuto esserci, due assunzioni taroccate, la ONG italiana che anche dopo aver capito l&#8217;inghippo si rifiuta di disciplinare i mariuoli, perche&#8217; la parola d&#8217;ordine e&#8217; una sola: insabbiare. Insabbiare insabbiare insabbiare. Il ministero degli esteri non ne deve saper niente &#8220;senno&#8217; ci chiudono il progetto&#8221;. Altri veleni, ricatti, pressioni su di me&#8230; &#8220;pagali, che staranno buoni&#8221;. &#8220;NEANCHE MORTA!&#8221;<\/p>\n<p>Infatti ci stanno provando, ad ammazzarmi.<\/p>\n<p>Son senza lavoro, sotto accusa, una coalizione di interessi sia sul lato bosniaco sia su quello italiano che cerca di buttarmi fuori dal mio progetto. Il progetto e&#8217; bello, certo, l&#8217;ho fatto io&#8230; C&#8217;e&#8217; dentro la mia vita e quella della gente con cui da dieci anni facciam le cose, piccole ma buone. Dovevano aiutarmi a farle crescere, gli italiani. Questi erano i patti. La realta&#8217; invece e&#8217; di nuovo quella (perche&#8217; mi era gia&#8217; successo, e neanche una volta sola): ora che abbiam preso i soldi non ci servi piu&#8217;, anzi, sei scomoda, sei pericolosa. Non stai mai zitta.<\/p>\n<p>Tutta una vita cosi&#8217;, sempre cosi&#8217;.<\/p>\n<p>Subisco un&#8217;ingiustizia? Mi ribello. Pianto un casino. Sempre.<\/p>\n<p>&#8220;Hai ragione tu, ma non dovevi farlo&#8221;. I miei compagni di classe in terza liceo, dopo una baruffa col prof. che all&#8217;Oberdan di Trieste fece la storia.<\/p>\n<p>&#8220;Sei brava, scrivi bene, ma troppo problemi&#8230;&#8221;. Il direttore del Meridiano, cinque anni dopo.<\/p>\n<p>E avanti, avanti, avanti&#8230; Quante volte?<\/p>\n<p>La cosa buona, ora che ci penso, e&#8217; che mi sono liberata di quel senso di colpa. Perche&#8217; ogni volta, ogni volta, in quei drammi di anno in anno, restava il dubbio: ma forse hanno ragione loro, forse ho esagerato&#8230; Senso di colpa, una cosa molto femminile.<\/p>\n<p>Se n&#8217;e&#8217; andato.<\/p>\n<p>Non me lo sento piu&#8217; addosso, dentro.<\/p>\n<p>Mi viene in mente cosi&#8217;, mentre scrivo, e mi spunta un sorriso, in questa giornata un po&#8217; grigia di primavera. Accidenti, mi dico: sono libera. <\/p>\n<p>Non ho esagerato io, non ho sbagliato: sto solo facendo cio&#8217; che ritengo giusto, ed andro&#8217; fino in fondo. Ho paura, nonostante tutto. Ieri il mio figliolino bosniaco Eno si e&#8217; molto stupito quando gliel&#8217;ho detto: paura? figliolo, sono terrorizzata, non spaventata. Mi ha fatto due occhi cosi&#8217;. Non e&#8217; che lo nascondo, ma agisco in modo estremamente aggressivo. Nessuno vede le ferite che ci son dietro, ma non ci si puo&#8217; far niente, e&#8217; parte del prezzo che pago.<\/p>\n<p>Pero&#8217; quel fetido senso di colpa se ne e&#8217; andato. Il tarlo del dubbio. Santa Madre Bosnia Benedetta, e la tua gente: mi avete insegnato a guardar dritto al sodo, a liberarmi delle seghe mentali di noi intellettuali del cazzo, borghesi, italiani, di sinistra. Benedetti siate, Santa Madre Bosnia, tu e la gente. E quella parolina &#8220;concreto&#8221;, che ripetono sempre. Mi ha bruciato via di dosso, quasi del tutto (qualche traccia c&#8217;e&#8217; ancora), l&#8217;evanescenza del mio personaggio di origine. Sensi di colpa, si&#8217;, ne ho avuti proprio nei confronti della gente, per non riuscire ad essere abbastanza &#8220;concreta&#8221;: ma sto imparando.<\/p>\n<p>Allora, ho raccontato alla gente cosa sta succedendo. Perche&#8217; siam tutti qui come deficienti, bloccati ad aspettare le seghe mentali di quelli delle ONG e del Ministero. Ho chiesto che mi sostenessero, hanno accettato.<\/p>\n<p>A Milano e Roma pero&#8217; ci ignorano.<\/p>\n<p>&#8220;Cooperazione&#8221;, &#8220;partenariato&#8221;, &#8220;condivisione&#8221;&#8230; parole vuote. Parole parole parole (penso a Mina, mi suona nelle orecchie).<\/p>\n<p>Il principio USAID, questa e&#8217; la realta&#8217;: lo imparai al tavolo dell&#8217;ambasciatore di otto anni fa, quella volta era uno che si chiamava Saba D&#8217;Elia, e lo ascoltai spiegar questa cosa a pranzo durante una pomposa conferenza extralusso a Sarajevo. Sfrondato e riassunto: la cooperazione fa finta di dare 100, e riporta in patria 90, tramite le sue aziende, organizzazioni, agenzie varie. Qua i bosniaci sono piu&#8217; sbrigativi e lo chiamano: pranje love. Lavare il denaro = riciclare.<\/p>\n<p>Anni fa pensavo la mettessero giu&#8217; troppo dura, mi dicevo che son cinici, non capiscon gli alti ideali&#8230; Cose cosi&#8217;.<\/p>\n<p>Ho imparato.<\/p>\n<p>Sulla mia pelle.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia &#8211; che non e&#8217; piu&#8217; il mio paese &#8211; ha troppo da fare con le barzellette di Berlusconi.<\/p>\n<p>O comunque, di storie brutte a cui pensare ne ha gia&#8217; tante. E vanno a cassetta, c&#8217;e&#8217; un catalogo, giorno per giorno, delle cose che sono importanti, sotto i riflettori, quelle che &#8220;fanno l&#8217;opinione pubblica&#8221;, come si dice. Oggi posso sapere quali sono le storie nel menu del giorno perche&#8217; c&#8217;e&#8217; internet, i giornali me li sfoglio. E che son fatti in serie l&#8217;avevo gia&#8217; scoperto vent&#8217;anni fa, ci lavoravo, nel settore.<\/p>\n<p>C&#8217;e&#8217; troppo rumore di fondo, oggi. Tutti sono troppo impegnati. Tutti sono troppo di fretta. Nessuno ha tempo per nessuno. La vita e&#8217; prenotata vent&#8217;anni in avanti.<\/p>\n<p>Siamo soli, quaggiu&#8217;.<\/p>\n<p>Ma questa e&#8217; una conclusione alla quale ero arrivata gia&#8217; da qualche anno.<\/p>\n<p>Torniamo all&#8217;essere ignorati: l&#8217;estate scorsa, durante il primo round di questa vicenda, mi son pur tuttavia sentita squartare. Dall&#8217;essere ignorata. Esclusa. Ho quarantasei anni e mezzo, ma in questo sono ancora una bambina. Ho bisogno di essere accettata e amata (lo abbiamo tutti, ma io me ne rendo conto, a differenza di tanti altri). La violenza paurosa che mi vien fatta, nell&#8217;esser considerata un oggetto scomodo, da neutralizzare, buttare, possibilmente giu&#8217; nella fossa delle Marianne che proprio se ne perda traccia&#8230; questa violenza la sento tutta, e mi spezza il cuore.<\/p>\n<p>Mi salva l&#8217;aver capito una cosa, nel mio percorso: che questo e&#8217; ego. La parte egocentrica della storia. Il bisogno di sentirsi apprezzati. Il bisogno che qualcuno ti dica &#8220;brava, che belle cose che fai&#8221;. Non e&#8217; che sia un crimine, ma non e&#8217; la storia vera.<\/p>\n<p>La storia vera non e&#8217; l&#8217;ego, e&#8217; l&#8217;amore.<\/p>\n<p>La Bosnia, questi miei dieci anni&#8230; e&#8217; stata la mia personale linea del fronte, la mia discesa agli inferi, il mio fare i conti con tutto questo. Perche&#8217; la Bosnia e&#8217; il luogo anti-ego per eccellenza, il luogo che ti pela vivo, ingrata e velenosa, schizzata di cervello, in conflitto con tutti e con se stessa. Ma con un cuore grande cosi&#8217;, un&#8217;anima profonda e infinita e irraggiungibile.<\/p>\n<p>&#8220;put od tebe do mene nije isto \u0161to i put od mene do tebe&#8221;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=j1oySqQfBHI\"><\/p>\n<p>Per questo sono ancora qua.<\/p>\n<p>Per amore, non per ego.<\/p>\n<p>Se fosse per ego mi sarei spezzata da tempo. O meglio: sarei rimasta spezzata. Perche&#8217; mi spezzo si&#8217;, l&#8217;ego e&#8217; la&#8217;, mi spezzo tante volte ogni giorno, mi agito, mi arrabbio&#8230; Ma per fortuna, non e&#8217; tutto la&#8217;. Quello e&#8217; solo il mio infantilismo che permane.<\/p>\n<p>Ma sotto quello c&#8217;e&#8217; la storia vera, l&#8217;amore. Il semplice pulsare della vita nelle vene. La sua inevitabilita&#8217;. Cio&#8217; che fa cadere gli schemi e le barriere, e guardare diritto.<\/p>\n<p>Devo piantare i lamponi.<\/p>\n<p>La gente mi sta aspettando.<\/p>\n<p>Bevo un altro caffe&#8217;, e vado avanti.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"YouTube video player\" width=\"480\" height=\"390\" src=\"http:\/\/www.youtube.com\/embed\/j1oySqQfBHI\" frameborder=\"0\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ignorare e&#8217; la violenza piu&#8217; grande. Quando vuoi cancellare qualcuno. Lo ignori. Siedo nella mia casa sotto la montagna, in Bosnia. Quelli la&#8217;, a Milano, mi ignorano. 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